ROUTE DU RHUM - MARCO AL CONTRATTACCO

Come previsto il nostro Marco ha giÓ recuperato tre posizioni, ed ora si tratta di tener duro e riposizionarsi in maniera ottimale per l'ultimo rush che potrebbe permettergli di guadagnare ancora qualche posizione.
Non sarÓ facile perchŔ tutti quelli che ora ha davanti sono ossi duri ma sicuramente Marco non mollerÓ, staremo a vedere.
Sicuramente avendo la barca ancora in ordine rispetto a tanti altri che continuano a lamentare danni a vele e attrezzatura potrÓ sferrare un'attacco in vista dell'arrivo, il nostro obiettivo comune era di arrivare nei primi venti senza rompere niente e direi che ci siamo abbastanza vicini, allego uno stralcio dei suoi comunicati dove ci menziona in modo da far capire come si naviga in solitario e quali sono gli stress a cui sono sottoposte vele e attrezzature:

Sono stato travolto da una tempesta tropicale di lampi, fulmini con associato groppo di pioggia e vento, un po di spavento ma nessun danno ... passata una mezz'ora e' evidente che se continuo per questa rotta il nuvolone mi verrebbe adosso ... la minaccia scura si avvicina rapidamente ma la sua traccia e' dietro di me, i fulmini continuano, inizio a sentire qualche tuono e conto 5 o 6 secondi al piu' vicino, direttamente sopra il mio albero ancora le stelle, quindi per ora ne sono fuori. ... i lampi son dietro di me, e man mano si allontanano, sicuramnte la zona della nuvola dove vedo tutta l'attivita' mi passa dietro, tanto che inzio a vedere la fine della formazione e un cielo libero dietro, una lingua si stacca ma sembra di piccola profondita' verticale e non avevo ancora visto lampi da questa zona... decido di virare. Proprio mentre sono in pozzetto a preparare la manovra, un fulmine squarcia il cielo e va a copire ii mare non lontano da me, il tuono e' contestuale quindi molto molto vicino... non lo nego, mi sono preso una bella strizza, decido ovviamente di non virare e continuare ad allontanarmi, scendo sotto, bevo una bevanda zuccherata per cercare di liberarmi dallo shock... episodio isolato, il grosso dell'attivita' e' per fortuna in allontanamento...Riesamino la situazione, la lingua mi passera' sopra per forza, e' troppo lunga e sottile per evitarla, mi rimetto in rotta, faccio tempo a virare che sento della pioggia, il mio pensiero immagina cosa sta per succedere ma non c'e' il tempo di reagire, le goccie si trasformano in catini, in un secondo arriva la raffica, non so dirvi quanti nodi, ma se pensate che ero invelato per andare di bolina in 20-25 nodi devono essere stati almeno 40 ma forse piu', quando e' arrivato mi ha letteralmente coricato di lato come questo 40 piedi fosse una deriva, e mi ci ha tenuto per un po' con un urlare furioso e acqua sferzante...sotto la barca si trasforma in un appartamento di studenti
dopo un festino, padella, ceffettiera, teiera, borse, stivali, tutto buttato all'aria. Miracolosamente passato il groppo la barca si rialza come nulla fosse, ... come le mie vele abbiano retto a quella furia non lo so, lo dovete chiedere la mio velaio Roberto Westermann, a cui stasera devo un grazie.
Riparto per rotta ma non nego apprensione, vedo altri groppi all'orizzonte, o faccio lo slalom gigante o non mi resta che tirare avanti e tenerli d'occhio. L'arrivo del giorno e' senz'altro benvenuto, continua la navigazione in venti duri e mare formato, ancora problemi col pilota e ciliegina sulla torta si sradica l'indicatore del vento che miracolosamente cade in barca salvato dalla randa...
Ho virato dopo questo credo ultimo fronte e direi siamo officialmente diretti in Guadalupa......

Ciao!